Libertà civili nell’era digitale
Le potenzialità della tecnologia vengono quotidianamente evidenziate e celebrate nel generale dibattito pubblico. Inoltre, oggi numerosi strumenti tecnologici giocano un ruolo chiave nel portare alla luce violazioni dei diritti umani. Si tratta però anche anche un'arma a doppio taglio che può essere utilizzata con effetti deleteri per diritti come privacy, libertà di espressione e movimento, oltre che per la sicurezza nazionale. Sebbene l’Italia sia in una posizione chiave in questo contesto, il suo ruolo e le sue politiche sono spesso ignorate e non analizzate dai media e dall’opinione pubblica. Il divario digitale è una delle cause principali, sia dal punto di vista infrastrutturale che culturale, e influenza tutte le componenti della società, dai media alla politica, dai cittadini alle organizzazioni della società civile.

L'obiettivo del programma “Libertà civili nell'era digitale” è di avanzare ed espandere gli standard di diritti umani, con una combinazione di attività di advocacy, divulgazione, lobbying e contenzioso strategico.

Il programma interseca tutte le attività della nostra organizzazione: come coalizione di associazioni che lavorano per i diritti umani, la sicurezza e la privacy delle persone che lavorano con noi e che noi lavoriamo per tutelare è assolutamente cruciale.

Trojan di Stato e i rischi della legge Orlando: serve dibattito pubblico

Lo scorso 14 giugno il DDL Orlando è stato approvato anche alla Camera, diventando legge. Il testo si propone di…

Libertà di espressione
Quest'area di lavoro si concentra sulla difesa della libertà di espressione e del diritto alla privacy e al controllo dei propri dati personali, contro la sorveglianza di massa, la censura e altre pratiche che mettono a rischio le libertà civili. Ci proponiamo inoltre di fornire strumenti di “sicurezza digitale” agli attivisti e ai cittadini con formazione e campagne pubbliche di sensibilizzazione.
Dalla parte di Gazebo, ‘Zoro’ e della satira

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Era il 1979 quando Paese Sera, la Stampa e il Giorno pubblicarono la notizia che Ugo Tognazzi, sì proprio lui,…

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Il 9 aprile Gabriele Del Grande è stato fermato in Turchia e trattenuto - senza poter parlare con i suoi…

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Il diritto di accesso alle informazioni è un punto di riferimento cardine per gli Stati democratici, riconosciuto a livello internazionale…

Cybersecurity
Molte aziende europee esportano software che viene usato per sorveglianza e repressione da regimi o governi autoritari. In Europa la legge sulle esportazioni è stata già violata o aggirata con effetti su attivisti e dissidenti. Il leak subito da Hacking Team (azienda italiana leader del settore) rivelano che anche società italiane sono coinvolte in questo tipo di mercato: come società civile chiediamo quindi trasparenza e accountability su esportazioni di prodotti che possono essere usati per violare diritti umani.
Sorveglianza: Hermes chiede riesame della richiesta di accesso al MISE

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Lo scorso aprile abbiamo scritto - con Privacy International e Hermes Center - al Ministero dello Sviluppo Economico sulle esportazioni…

Esportazione di tecnologie di sorveglianza, la nostra lettera al MISE

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Nel gennaio 2017 con Privacy International (PI) e Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights avevamo scritto al Ministero…

Il MISE risponde alla nostra lettera: revocherà licenza di Area SpA

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  "Verso revoca definitiva" Inizia così la nota ufficiale che il Ministero dello Sviluppo Economico ha diffuso ieri sera dopo…