Libertà civili nell’era digitale
Le potenzialità della tecnologia vengono quotidianamente evidenziate e celebrate nel generale dibattito pubblico. Inoltre, oggi numerosi strumenti tecnologici giocano un ruolo chiave nel portare alla luce violazioni dei diritti umani. Si tratta però anche anche un'arma a doppio taglio che può essere utilizzata con effetti deleteri per diritti come privacy, libertà di espressione e movimento, oltre che per la sicurezza nazionale. Sebbene l’Italia sia in una posizione chiave in questo contesto, il suo ruolo e le sue politiche sono spesso ignorate e non analizzate dai media e dall’opinione pubblica. Il divario digitale è una delle cause principali, sia dal punto di vista infrastrutturale che culturale, e influenza tutte le componenti della società, dai media alla politica, dai cittadini alle organizzazioni della società civile.

L'obiettivo del programma “Libertà civili nell'era digitale” è di avanzare ed espandere gli standard di diritti umani, con una combinazione di attività di advocacy, divulgazione, lobbying e contenzioso strategico.

Il programma interseca tutte le attività della nostra organizzazione: come coalizione di associazioni che lavorano per i diritti umani, la sicurezza e la privacy delle persone che lavorano con noi e che noi lavoriamo per tutelare è assolutamente cruciale.

Hacking di Stato, il DDL Orlando va cambiato

Il 15 marzo 2017 il Senato italiano ha votato un disegno di legge, presentato dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando,…

Libertà di espressione
Quest'area di lavoro si concentra sulla difesa della libertà di espressione e del diritto alla privacy e al controllo dei propri dati personali, contro la sorveglianza di massa, la censura e altre pratiche che mettono a rischio le libertà civili. Ci proponiamo inoltre di fornire strumenti di “sicurezza digitale” agli attivisti e ai cittadini con formazione e campagne pubbliche di sensibilizzazione.
Turchia, Erdogan e la repressione della minoranza curda

Turchia, Erdogan e la repressione della minoranza curda

Il 9 aprile Gabriele Del Grande è stato fermato in Turchia e trattenuto - senza poter parlare con i suoi…

Ignoranza di Stato. Il difficile accesso alle informazioni

Ignoranza di Stato. Il difficile accesso alle informazioni

Il diritto di accesso alle informazioni è un punto di riferimento cardine per gli Stati democratici, riconosciuto a livello internazionale…

Se l’Europa sceglie la sorveglianza di massa

Se l’Europa sceglie la sorveglianza di massa

di Philip Di Salvo Negli ultimi giorni, per via del caso #cyberspionaggio ed EyePyramid, in Italia si è parlato molto…

Cybersecurity
Molte aziende europee esportano software che viene usato per sorveglianza e repressione da regimi o governi autoritari. In Europa la legge sulle esportazioni è stata già violata o aggirata con effetti su attivisti e dissidenti. Il leak subito da Hacking Team (azienda italiana leader del settore) rivelano che anche società italiane sono coinvolte in questo tipo di mercato: come società civile chiediamo quindi trasparenza e accountability su esportazioni di prodotti che possono essere usati per violare diritti umani.
Esportazione di tecnologie di sorveglianza, la nostra lettera al MISE

Esportazione di tecnologie di sorveglianza, la nostra lettera al MISE

Nel gennaio 2017 con Privacy International (PI) e Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights avevamo scritto al Ministero…

Il MISE risponde alla nostra lettera: revoca licenza di Area SpA

Il MISE risponde alla nostra lettera: revoca licenza di Area SpA

  "Verso revoca definitiva" Inizia così la nota ufficiale che il Ministero dello Sviluppo Economico ha diffuso ieri sera dopo…

[AGGIORNATO] Sorveglianza in Egitto, la nostra lettera al MISE

[AGGIORNATO] Sorveglianza in Egitto, la nostra lettera al MISE

[Aggiornamento di lunedì 23 gennaio alle 19: il MISE ha risposto alla nostra lettera impegnandosi a sospendere la licenza di…