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La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza ha recentemente pubblicato il suo quinto rapporto sull’Italia, rilevando gli sviluppi e le debolezze del nostro paese nel campo del razzismo e della discriminazione.

Un nuovo rapporto della Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) critica l’inadeguatezza della legge anti-discriminazione italiana – che non criminalizza la discriminazione basata sul colore o sulla lingua – e sottolinea la gravità del fenomeno della marginalizzazione della comunità Rom.

Che cos’è l’ECRI?

La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) è l’organismo indipendente di monitoraggio dei diritti umani specializzato nei temi del razzismo e all’intolleranza.
E’ costituito da esperti imparziali nominati sulla base della propria autorità e competenza riconosciuta in materia di razzismo, xenofobia, antisemitismo ed intolleranza.

L’ECRI monitora e analizza la situazione in ogni paese europeo e prepara dettagliati rapporti per illustrare le proprie conclusioni, ma anche proporre suggerimenti e raccomandazioni per intervenire sulle criticità individuate. 

Il lavoro si divide in cicli quinquennali, e sono oggetto di esame circa una decina di paesi all’anno. Il metodo di lavoro per la preparazione dei rapporti inizia con lo studio della documentazione (proveniente da un’ampia gamma di fonti nazionali e internazionali) e prosegue poi con la conduzione di visite nel paese interessato e l’apertura di un dialogo confidenziale con le autorità nazionali.

Italia: alcune buone notizie…

Nel quinto ciclo di monitoraggio dell’ECRI, l’Italia è stata criticata e lodata allo stesso tempo. Iniziamo dagli aspetti positivi: ci sono stati alcuni progressi in diverse aree  dall’ultimo rapporto sul paese. In questo arco di tempo l’Italia ha infatti ratificato il Protocollo n°12 alla CEDU e anche il Protocollo addizionale alla Convenzione sulla criminalità informatica.

L’ECRI ha accolto positivamente anche la creazione dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD) – che facilita le segnalazioni di crimini d’odio e  la comunicazione tra le forze di polizia e le vittime – nonché lodato il nuovo Piano nazionale d’azione contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza .

L’Italia ha anche intrapreso numerose importanti iniziative legislative, come la nuova legge che permette alle coppie dello stesso sesso di contrarre unioni civili e il disegno di legge in via di approvazione che agevolerà l’accesso alla cittadinanza italiana per numerosi minori stranieri in Italia. Opportuni anche gli adattamenti del diritto penale: sono state introdotte pene più severe per il crimine della negazione dell’Olocausto e l’omofobia è adesso considerata come una circostanza aggravante per qualsiasi reato.

… ma anche alcune brutte notizie

Il rapporto, tuttavia, rileva delle lacune nella legge anti-discriminazione del paese che non criminalizza la discriminazione fondata sul colore o sulla lingua e che non sempre prevede pene pene efficaci e proporzionate.

L’ECRI ha inoltre sottolineato che l’Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali (UNAR) non è realmente una istituzione indipendente e manca dei poteri necessari per esplicare il proprio mandato in concreto. In generale, ci sono consistenti problemi nel raccoglimento di dati sui discorsi d’odio o su altri episodi o reati motivati dalla discriminazione.

Fonte di grave preoccupazione sono poi gli sgomberi forzati degli insediamenti dei Rom – che avvengono spesso senza garanzie procedurali e, soprattutto, senza che siano previste soluzioni abitative alternative. Secondo i dati raccolti dall’Associazione 21 Luglio nella capitale italiana si è registrato un aumento esponenziale e davvero preoccupante di tali iniziative. L‘associazione ha accolto positivamente il rapporto dell’ECRI, che esprime preoccupazioni a proposito della situazione di grande marginalizzazione, di discriminazione e di segregazione delle persone Rom che vivono in Italia.

Il rapporto mette una grande e doverosa enfasi sul giudizio recente del Tribunale Civile di Roma che ha sostenuto che gli insediamenti della comunità Rom sono una forma di segregazione e discriminazione fondate sulle origini etniche, in violazione del diritto italiano e europeo.

Inoltre: la questione dell’educazione sessuale nelle scuole –  in particolare in materia di identità di genere e orientamento sessuale – rimane materia molto controversa in Italia e incontra forti opposizioni da parte di talue autorità regionali.

Le raccomandazioni dell’ECRI

L’ECRI ha indirizzato alcune importanti raccomandazioni alle autorità italiane:

  • Sono necessari strumenti legislativi più efficaci per contrastare il razzismo;
  • La completa indipendenza dell’UNAR deve essere garantita de jure e de facto e le sue competenze devono essere inequivocabilmente estese alla discriminazione fondata sul colore, la lingua, la religione, la nazionalità e l’origine nazionale.
  • Bisogna sviluppare un sistema coerente di raccolta sistematica di dati riguardanti gli episodi di crimini legati alla discriminazione e all’odio.
  • Necessario adottare provvedimenti negli istituti scolastici per promuovere la reciproca tolleranza e il rispetto, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.