Droghe, ripartiamo da 7 proposte

Credit: Duncan C, via Flickr (CC BY-NC 2.0)
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I dati sul consumo del cannabis fotografano un’abitudine ben radicata tra la popolazione italiana. Come abbiamo avuto modo di raccontare nella nostra prima guida al voto delle ‘Politiche dei diritti’ è infatti la cannabis la sostanza illegale più consumata nel nostro paese e questo nonostante gli oltre 25 anni di politiche antidroga contrassegnate da dogmi proibizionistici.

Durante l’ultima legislatura, una proposta di legge era stata avanzata da parte dell’Intergruppo Cannabis Legale, composto da oltre 300 parlamentari di diverse forze politiche. Tuttavia il percorso di questa proposta non è stato fruttuoso come i promotori si auguravano e, dopo lunghe discussioni sia nelle Commissione che in Aula è stato archiviato definitivamente.

In vista delle prossime elezioni e di una nuova legislatura, le organizzazioni che si occupano di questo tema, hanno voluto rilanciare un documento in 7 punti che rappresenti una piattaforma di intervento sulle politiche sulle droghe “Droghe, ripartiamo da 7”.

Il documento è stato presentato venerdì 16 febbraio, presso il Senato della Repubblica da Associazione Antigone, Associazione Luca Coscioni, CGIL, Comunità di San Benedetto al Porto, Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza, Funzione Pubblica CGIL, Forum Droghe, Gruppo Abele, ITARDD, la Società della Ragione, LegacoopSociali, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids con la nostra adesione, insieme a quella di A Buon Diritto e Arci.

Questa piattaforma è stata creata e indirizzata ai candidati in vista delle prossime elezioni.
Il documento, che riprende le richieste e le proposte elaborate e condivise già con il Manifesto Genova nel 2014 a poi con la Carta di Milano del 2015, pone a chi si candida a governare l’Italia sette punti sui quali è necessario intervenire con urgenza per offrire al paese politiche sulle droghe adeguate alla società in cui viviamo, frutto di dialogo con la società civile e che garantiscano ai servizi le risorse necessarie per essere applicate. La piattaforma è a disposizione dei candidati per l’adesione sullo specifico sito web.

Il testo (che può essere letto qui interamente) chiede la completa revisione del Testo unico sulle droghe. Le persone che usano sostanze devono essere liberate tanto dal rischio di criminalizzazione penale e amministrativa quanto da quello di stigmatizzazione. Completa depenalizzazione del possesso e della cessione gratuita di piccoli quantitativi di sostanze destinati all’uso personale, anche di gruppo, ivi compresa la coltivazione domestica di alcune piante di cannabis destinata al consumo personale anche in forma di Cannabis Social Club. Infine, l’introduzione di una norma del “buon samaritano” che privilegi la salute delle persone tutelando coloro che allertano prontamente i soccorsi in caso di emergenze sanitarie causate dall’uso di sostanze stupefacenti.

Il documento chiede inoltre la messa in agenda della Conferenza Nazionale sulle droghe che dovrebbe essere il luogo dove valutare degli esiti delle attuali politiche, e l’elaborazione di un Piano d’azione nazionale sulle droghe in netta discontinuità con il fallimentare approccio iper-punitivo che ha caratterizzato gli orientamenti espressi nel 2009-2010.

Dovrà essere priorità della politica lavorare per il rilancio e la riorganizzazione dei servizi per le dipendenze, il riconoscimento delle azioni e dei servizi innovativi già realizzati e il loro non più rinviabile adeguamento ai nuovi stili di consumo. È necessaria l’adozione della riduzione del danno (RdD) sia come prospettiva trasversale ai diversi obiettivi delle politiche che come quarto pilastro nel sistema degli interventi, come sancito nella strategia UE e con sua piena e rapida definizione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza.

Infine, viene chiesto che l’Italia assuma una chiara posizione nel contesto internazionale, in sintonia con il ruolo che l’Europa sta giocando in sede ONU, al fine di avviare una seria valutazione degli esiti degli obiettivi e delle strategie fin qui adottate, sulla base delle evidenze e del rispetto dei diritti umani. Un impegno dovrà essere assunto poi per la promozione di una più ampia partecipazione della società civile ai processi decisionali in vista dell’appuntamento ONU di Vienna 2019.

Il tema della legalizzazione e della depenalizzazione del cannabis è ancora assente da molti programmi dei partiti politici (come spiegavamo nella nostra guida al voto), per non parlare più in generale delle altre sostanze. Nel programma della coalizione di centro-destra è del tutto assente il tema della cannabis, anche se i leader dei partiti politici della coalizione esprimono pubblicamente posizioni anti-legalizzazione. Per quanto riguarda i partiti di centro-sinistra, le posizioni sono più o meno dichiarate e il Pd non ha preso posizione sulla questione. Infine, nel programma del Movimento 5 Stelle non sono presenti riferimenti al tema della cannabis, anche se il movimento si è speso favorevolmente sul tema della cannabis terapeutica.
Non resta che vedere chi e quali candidati aderiranno a questa piattaforma e quali impegni assumeranno in relazione ai sette punti promossi dalla società civile.