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I Diversity Media Awards premiano i prodotti e personaggi del cinema, della TV, della radio, della pubblicità e del web che, nel corso dell’anno, si sono distinti nel rappresentare in modo attento e rispettoso le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali – perché il cambiamento sta arrivando, e noi dobbiamo celebrarlo!

#DMA2016: e i vincitori sono…

La prima edizione dei Diversity Media Awards è appena terminata e non c’è dubbio che l’evento sia stato un gran successo. Ma chi sono i vincitori, e come sono stati scelti?

Il progetto nasce nell’ambito di una ricerca interdisciplinare coordinata da Diversity Lab, in collaborazione con otto università italiane: 15 docenti e 42 ricercatori per un’analisi qualitativa di oltre 200 tra programmi, produzioni e personaggi dello spettacolo.
La parola è poi passata al pubblico, chiamato a eleggere, attraverso una votazione on line, i vincitori di ciascuna delle 8 categorie.

 

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  • Web – Miglior produzione video:
    Il vincitore è 10percento di Badhole Video – una storia di amore tra due donne raccontata in modo originale e innovativo attraverso un centinaio di clip di 10 secondi condivisi su Instagram;
  • Radio – Miglior programma radio: il vincitore è la trasmissione Pinocchio, di Radio Deejay che approfitta della sua popolarità per sensibilizzare la gente su temi come il matrimonio egualitario, rendendoli fruibili a un’audience giovane;
  • TV – Miglior serie straniera: il vincitore è Grey’s Anatomy, perché ha portato in Italia la prima rappresentazione televisiva realistica di una storia d’amore tra donne;
  • TV – Miglior serie italiana: il vincitore è E’ Arrivata la Felicità, serie prodotta dalla televisione pubblica (Rai) che utilizza una narrazione rassicurante e quotidiana per raccontare, tra le altre, la storia di una coppia di giovani lesbiche in procinto di diventare mamme;
  • TV – Miglior programma: il vincitore è Pechino Express, un reality show popolare, che, nell’edizione 2015, ha ampiamente raccontato le storie di persone LGBT: quelle dei partecipanti, dei membri dello staff e dello stesso presentatore;
  • Cinema – Miglior film italiano: il vincitore è Io e Lei, perché si rivolge a un pubblico ampio e mainstream raccontando una storia d’amore tra donne – utilizzando gli stessi codici narrativi impiegati per raccontare le storie d’amore tra personaggi di sesso opposto. Il film era stato peraltro già premiato dalla CILD nel contesto dei Civil Liberties Awards;
  • Personaggio dell’anno: vince Laura Pausini, “perché si è distinta personalmente, in modi diversi, nella battaglia culturale a favore del riconoscimento dei diritti delle persone LGBT in Italia, sfidando pregiudizi e discriminazioni” (mentre lanciava il suo nuovo album ha anche dichiarato che non si sposerà prima che lo stesso diritto venga riconosciuto anche alle coppie dello stesso sesso).

Per saperne di più su nominati, vincitori e motivazioni basta un click qui.

L’appuntamento è per l’anno prossimo con la seconda edizione del premio – per continuare a celebrare insieme la bellezza della diversità!