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Lo scorso 27 Gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, la nostra Coalizione, insieme all’Università Roma Tre, ha ricordato la tragedia dell’Olocausto attraverso un’iniziativa destinata agli alunni delle scuole superiori e medie che ha visto la partecipazione dello scrittore Erri De Luca.

Quasi 10 mila studenti si sono collegati da tutta Italia per partecipare all’incontro e dialogare con lo scrittore Erri De Luca sui temi della Shoa, del ricordo, della memoria.

Una partecipazione che ci rende orgogliosi. Il ruolo delle giovani generazioni è secondo noi fondamentale per mantenere viva la memoria, memoria che resta la base di qualsiasi democrazia che voglia fondarsi sullo Stato di diritto e sui diritti umani.

Un incontro partecipato e vivo, dunque, che è possibile rivedere interamente qui

Di seguito una breve introduzione:

Dopo i saluti istituzionali, la giornata si è aperta con una lettura dal romanzo “Tu, mio”, pubblicato da Erri De Luca nel 1998. “Tu, mio” racconta l’estate di un adolescente sull’isola di Ischia alla metà degli anni ‘50. Il protagonista, alter ego dello scrittore, sente quasi di dover riparare con le proprie mani al torto compiuto dal popolo tedesco, soprattutto dopo aver incontrato una ragazza ebrea dell’Europa dell’Est scampata alla Shoah della quale si innamora. Lungo l’intero romanzo, il giovane cerca assetato pezzi di memoria da custodire. Cresce in lui l’avversione per il popolo tedesco. Deciderà di provocare un incendio in un luogo abitato da turisti tedeschi, chiudendo il romanzo con la constatazione che «dietro di me esplodeva un fuoco che non poteva correggere il passato». Attraverso l’innamoramento del ragazzo e la sua amicizia con il pescatore Nicola – l’unico disposto a raccontargli frammenti della seconda guerra mondiale per come si sono impressi nella sua mente e nei suoi sensi sul fronte Jugoslavo – emerge il peso portato dal protagonista e da ciascuno di noi che abbia memoria di quel passato.

Si è introdotto così il dialogo con l’autore, il quale ha dichiarato di aver trovato, quale modalità per resistere a quel torto, non il fuoco bensì lo studio della lingua yiddish, che prima della guerra era parlata da 11 milioni di persone e che poi è stata sradicata da ogni bocca. «Ho imparato lo yiddish per arrivare al Canto», ha dichiarato Erri De Luca riferendosi al “Canto del popolo yiddish messo a morte” del poeta ebreo polacco Itzhak Katzenelson, da lui tradotto. «Traduco il Canto di Katzenelson», ha aggiunto, “perché è il canto dei canti, il vertice in poesia dell’esperienza della distruzione». Dal ghetto di Varsavia, nel maggio del ‘43 Katzenelson viene portato, insieme a uno dei suoi figli, al campo di internamento di Vittel, in Francia, dove rimarrà circa un anno prima di essere mandato a morire ad Auschwitz. Lì scrive il Canto e lo sotterra chiuso in alcune bottiglie. La traduzione di De Luca è uscita per Feltrinelli nel 2019. La seconda lettura della giornata sarà tratta da questo testo.

L’ultima lettura ha riguardato un brano del libro “Il torto del soldato”, dato alle stampe da De Luca nel 2002. Il romanzo racconta il rapporto tra un anziano criminale di guerra e sua figlia, che solo da grande ha scoperto che quell’uomo non era suo nonno bensì suo padre. Dopo l’abbandono della madre, i due abitano da soli. La donna sceglie di continuare ad aver cura di lui, pur nella ripugnanza che l’uomo – convinto che il solo torto del soldato sia stato quello di essere stato sconfitto – le suscita. Lui si sente braccato a vita: non già dalle istituzioni della giustizia, che con il tempo allentano la presa, ma dalle organizzazioni ebraiche, che mai cancelleranno il suo nome dai loro uffici. Fa da cornice al racconto uno scenario immobile, nel quale lo stesso scrittore siede in una locanda di montagna accanto al tavolo occupato da padre e figlia. Ha con sé alcuni fogli scritti in yiddish, che faranno credere al criminale nazista di essere stato infine rintracciato. Del tutto inconsapevolmente, sarà proprio lo scrittore a condurre i due verso un tragico appuntamento.

I tre brani di Erri De Luca sono stati interpretati dal giovane attore Giacomo De Rose. Giacomo De Rose è un attore romano di 27 anni diplomatosi all’Accademia Europea di Teatro e Cinema di Cinecittà. Dal 2017 al 2020 collabora con la Compagnia Teatro A e si esibisce al Teatro Stabile di Potenza e al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Sotto la direzione di Sofia Bolognini va in scena al Teatro Antico di Segesta con lo spettacolo “Figlie d’Egitto” (premio Cendic 2016). È il vincitore della III edizione del Festival Dantesco di Roma.

Il Canto di Itzhak Katzenelson costituisce una lettura imprescindibile per contribuire a mantenere la memoria della Shoah. I due romanzi di De Luca, di circa 100 pagine ciascuno ed entrambi pubblicati da Feltrinelli, rappresentano una porta di accesso densa e coinvolgente per ragazzi in età di scuola superiore che vogliano avvicinarsi alla scrittura di uno degli autori contemporanei più rilevanti del panorama mondiale e al suo personale luogo di osservazione delle tragedie novecentesche.

Erri De Luca è uno dei più importanti scrittori e poeti contemporanei. Ha lavorato in gioventù come operaio, camionista, muratore. Da autodidatta ha studiato lo swahili, il russo, l’ebraico antico, lo yiddish. Il suo primo romanzo Non ora, non qui è stato tradotto in più di trenta lingue. Da allora ha scritto tantissimi romanze e opere che resteranno nella storia della letteratura italiana.

Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre da vari anni onora e ricorda il Giorno della Memoria con momenti pubblici di riflessione e approfondimento rivolti alle nuove generazioni, nella consapevolezza che senza memoria non c’è futuro.

La Coalizione Italiana per i Diritti e le Libertà Civili (Cild) è un network di oltre quaranta associazioni impegnate sui diritti fondamentali della persona.

GUARDA LA REGISTRAZIONE COMPLETA DEL DIALOGO CON ERRI DE LUCA