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Dal 1992 ad oggi nel mondo, sono stati uccisi 805 giornalisti. Per 695 di loro non c’è mai stata giustizia e non si conoscono né i mandanti né tantomeno gli esecutori materiali. L’assemblea delle Nazioni Unite – con la Risoluzione 68/163 – ha voluto istituire nel 2013, una giornata internazionale per mettere fine all’impunità, sollecitando gli Stati membri ad introdurre misure volte a contrastarla. Questa viene celebrata dall’anno seguente ogni 2 Novembre, data simbolo scelta per commemorare Claude Verlon e Ghislaine Dupont, giornalisti francesi uccisi in Mali il 2 novembre 2013.

Un problema sempre vivo

L’ultimo caso di omicidio di un giornalista è avvenuto il 16 ottobre scorso a Malta. L’esplosione di una bomba piazzata nella sua auto, è costata la vita a Daphne Caruana Galizia, che stava conducendo un’indagine sui Panama Papers cercando prove che coinvolgessero i politici dell’isola.
Secondo la Federazione internazionale dei giornalisti e il Committee to Protect Journalist, con la morte di Daphne Caruana Galizia, le uccisioni di giornalisti e lavoratori nel campo dell’informazione nel 2017, sono state 56.

La situazione attuale

Iraq, Afganistan, Messico, si aggiudicano il triste primato di Paesi che hanno visto morire più giornalisti. Il caso maltese ci ricorda però, come relegare queste morti ai soli paesi in guerra – o con gravi problemi di sicurezza interna – sarebbe un errore.
I dati raccolti dall’Unesco mostrano infatti, che la maggior parte dei giornalisti uccisi nel 2016 (94%) erano giornalisti locali che pubblicavano notizie riguardanti il loro territorio e che la metà delle uccisioni è avvenuta in paesi dove non vi era conflitto armato.
Necessario a questo punto aprire una piccola parentesi sul nostro Paese. Per l’Osservatorio Ossigeno in Italia dal 2007 ad oggi, 3406 giornalisti hanno subito minacce, 256 quelle registrate solamente nell’anno ancora in corso.

Gli sforzi dell’Unesco

Nel messaggio inviato in occasione della Giornata Mondiale, la Direttrice Generale dell’Unesco, Irina Bokova ha affermato che: “La giustizia, quale pilastro di ogni società libera, ha lo scopo di fermare coloro che minacciano la libertà di espressione e incoraggiare coloro che si schierano in sua difesa a proteggerla. Questo spiega perché l’ingiustizia nei confronti dei giornalisti è così dannosa in tutte le società”.

Perchè le storie delle centinaia di vittime dell’informazione non vengano dimenticate e perchè l’impunità non continui ad essere la norma nei casi di violenza contro giornalisti, l’Agenzia Onu ha lanciato la campagna End Impunity for Crimes against Journalists (IDEI).

Credit: Unesco
Credit: Unesco

Nell’ambito della campagna e come parte delle celebrazioni della Giornata Mondiale sono stati organizzati eventi in tutto il mondo, Italia inclusa. È stata anche lanciata una campagna social per chi oltre che partecipare agli appuntamenti, voglia supportare e diffondere i contenuti della campagna attraverso la rete: gli hashtag da seguire sono #EndImpunity and #JournoSafe.