#Lobbying4Change: a scuola di lobby per il cambiamento sociale

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Lobbista” non è una brutta parola.
Nonostante in Italia sia diffusa una nozione molto negativa del termine, e nonostante vi sia senz’altro un problema di trasparenza nella regolamentazione della categoria a livello europeo, il lobbying può (e deve!) essere un fenomeno positivo: l’interesse particolare rappresentato dal lobbista non è necessariamente quello delle grandi imprese o istituzioni, ma può rappresentare anche quello del cittadino e della sua comunità.

Questa idea viene illustrata concretamente in tutta la sua forza nel libro di Alberto Alemanno, “Lobbying for Change, che ci spiega come ognuno di noi può diventare “cittadino lobbista” e quindi agente di cambiamento sociale.

Questa idea è anche alla base del lavoro di The Good Lobby, piattaforma di esperti volontari che mira a creare partnership per attività d’interesse pubblico, per ottenere una condivisione a livello europeo di competenze di alto profilo da mettere a disposizione della società civile e delle ONG. E intorno a questo principio di empowerment del cittadino come agente di cambiamento sociale è stata costruita anche la prima Advocacy School di The Good Lobby a Bruxelles, a cui abbiamo preso parte anche noi.

A scuola di advocacy

Una giornata intensa di workshop, dibattiti e simulazioni per fornire a tutti i partecipanti – attivisti, accademici, avvocati ed altri professionisti interessati al pro bono ed al cambiamento sociale – gli strumenti essenziali per fare advocacy civica.

Si inizia con Alberto Alemanno, professore e avvocato di diritto di pubblico interesse, nonché fondatore di The Good Lobby, che spiega come si possono influenzare concretamente le politiche europee, stimolando (e motivando) tutti a sperimentare il potenziale di una partecipazione attiva ai processi decisionali. E sottolineando l’importanza di costruire ampie alleanze trasversali per ottenere un vero impatto (il che è molto in risonanza con la mission di Cild).

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In alto a sinistra, in senso orario: Alberto Alemanno (The Good Lobby), Helen Darbishire (Access Info Europe) e Onno Brouwer (Freshfields), Priscilla Robledo (Riparte il Futuro), Lamin Khadar (The Good Lobby).

Nella seconda sessione si è parlato di come esercitare il proprio diritto d’informazione tramite il Freedom of Information Act, illustrato da Helen Darbishire di Access Info Europe e l’avvocato Onno Brouwer dello studio internazionale Freshfields, come lanciare una European Citizens’ Iniziative, spiegato da Carsten Berg di Citizens Initiative, e come lanciare una campagna digitale di successo, argomento complesso reso semplice da Priscilla Robledo di Riparte il Futuro. Infine è stato spiegato come presentare una segnalazione al Ombudsman europeo, descritto da Fergal O’Reagan (tra i dirigenti di quell’ufficio), e come dare o ricevere assistenza legale pro bono, insegnato tramite una simulazione diretta da Michael Diedring dello European Program for Integration & Migration e da Özgür Kahale (responsabile pro bono dello studio internazionale DLA Piper).

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Alcuni dei partecipanti alla Advocacy School di The Good Lobby (tra cui la nostra Corallina Lopez Curzi) e Fergal O’Reagan (capo unità dell’ufficio dello Ombudsman UE)

 

In conclusione della giornata, resta una rinnovata fiducia nella capacità di ognuno di noi – come singolo e come membro di una collettività – di facilitare il cambiamento sociale.

Grazie a The Good Lobby per averci insegnato il grande potenziale di #Lobbying4Change!

 

Foto di copertina: i partecipanti ed i docenti della prima Advocacy School di The Good Lobby.