Notizie da un’ordinaria giornata di lotta in nome della sicurezza

Foto: Noborder Network (CC BY 2.0)
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Ieri è stata una di quelle giornate che, a mettere in fila le notizie, si restituisce bene l’idea del clima (politico) in cui ci troviamo.

Il PM di Catania Carmelo Zuccaro è stato ascoltato al Senato, dalla commissione Difesa, in merito ai presunti rapporti tra le ONG impegnate con le loro navi in operazioni di salvataggio nel Mediterraneo e trafficanti.
Durante l’audizione ha ribadito quello che già aveva dichiarato nei giorni scorsi. Cioè il fatto di non avere prove ma che è bene indagare su questo fronte. Che non tutte le ONG sono fatte di filantropi e che c’è chi ha altri scopi. Dichiarazioni che restano pesanti come macigni stante il fatto che ad oggi siamo davanti ad un’ipotesi di indagine e che insinuare dubbi sul lavoro di queste organizzazioni – come il PM fa da giorni – è devastante per le operazioni di salvataggio che le stesse conducono.
Nel corso del suo intervento poi Zuccaro si è lasciato andare ad una valutazione che poco ha a che vedere con il suo ruolo di magistrato e con l’inchiesta che vorrebbe condurre. “C’è l’impossibilità – ha detto il PM di Catania – di ospitare in Italia tutti i migranti economici: per le ONG questo non è un discrimine, ma per uno Stato la differenza è rilevante, perché il controllo dei flussi migratori non può che competere agli Stati”.
Senza entrare nel merito della dichiarazione – che quotidianamente contribuiamo a smontare attraverso il lavoro indipendente di Open Migration – non sarà che forse il problema non è solo il presunto rapporto ONG-trafficanti ma il fatto che queste organizzazioni salvino migranti, accompagnandoli sani e salvi in Italia? E non è questo proprio ciò che l’Unione Europea si è rifiutata di fare chiudendo l’operazione Mare Nostrum e non sostituendola con nessun altro tipo di operazione nel Mediterraneo (in questo vuoto si è inserita la solidarietà delle Organizzazioni Non Governative)?

Mentre Zuccaro era al Senato sono successe diverse altre cose di cui i giornali hanno dato (o non dato) notizia.
La prima riguarda l’operazione di polizia tenutasi alla stazione centrale a Milano solo il giorno prima. Delle 52 persone trasferite in Questura nessuna è stata fermata o arrestata. In 5 casi ci sono stati rilasci aggiuntivi dei permessi di soggiorno per motivi umanitari. Tuttavia quello che resterà sono i selfie di Salvini, le dichiarazioni aberranti dell’Assessore (del PD) alla Sicurezza del Comune e la sensazione dei cittadini che lì ci fosse qualcosa di pericoloso che valesse il dispiego di tutti quegli uomini e mezzi utilizzati.
Anche perché se provate a fare una ricerca su google non c’è giornale, tra quelli che hanno parlato dell’operazione, che poi abbia anche dato un seguito riportando anche questa notizia – di cui si è saputo solo tramite twitter.

Quello di cui i giornali hanno parlato invece è stata la morte di un cittadino del Senegal, avvenuta ieri a Roma. Nian Maguette era intento a vendere della merce sul lungotevere quando, alla vista della polizia municipale, ha tentato di scappare. Alcuni dicono che nella fuga sia stato investito da una moto della stessa polizia, altri che si sia semplicemente accasciato a terra vittima di un malore.
Ad ogni modo, cambierebbe qualcosa? La sostanza dei fatti è che politiche di sicurezza e richiami al decoro hanno reso i più marginali dei facili obiettivi delle forze dell’ordine, come se il problema delle nostre città e della nostra economia passasse per la loro presenza e per le merci che vendono.

E sempre da Roma e sempre nel binomio sicurezza e decoro – di recente politico abuso – arriva l’ultima notizia di giornata. Il presidente della Commissione Ambiente, Daniele Diaco (M5S), ha proposto alla Caritas di sospendere i pasti serali al parco di Colle Oppio. La ragione è proprio “per sicurezza e decoro”. Il parco infatti resta sporco dagli avanzi di cibo e spesso le persone senza fissa dimora che lì si nutrono vi restano anche a dormire. Meglio dunque lasciare che i barboni facciano la fame e vadano a dormire da qualche altra parte. Dove non è dato saperlo.