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Oggi CILD lancia Non me la spacci giusta: una campagna che propone un nuovo approccio alle politiche sulla droga e promuove un dibattito informato e non ideologico, grazie a un sito ricco di dati e numeri.
Il presidente CILD Patrizio Gonnella spiega perché l’Italia ne ha davvero bisogno.

 

Il nostro è un Paese asfittico, dove le politiche riformiste vengono fatte impropriamente coincidere con le politiche paludate, dove l’etica entra a man bassa nel diritto e nella politica criminale, dove, di fronte a fallimenti epocali di talune scelte normative, chi governa preferisce taroccare i dati statistici piuttosto che ragionare pragmaticamente e laicamente intorno a ipotesi emendative.

Non c’è mai spazio per un confronto scientifico, culturale, giuridico, socio-criminale.

La politica italiana è viziata dal proprio essere etero-eticamente orientata.
La questione delle droghe è a tal fine paradigmatica.

In Italia non si è mai sviluppato un dibattito politico intorno alle possibili alternative alla war on drugs. L’anti-proibizionismo viene considerato terreno di cultura radicale ed estremista.

In questo il mondo anglosassone risulta essere molto meno manicheo rispetto all’Italia.
Fuori dall’Italia in Inghilterra la Transform Drug Policy Foundation ha ragionato su come costruire scientificamente una piano per la regolamentazione legale delle droghe.

Alcuni anni fa Forum Droghe curò l’edizione italiana del volume “Dopo la guerra alla droga.” (Ediesse, 2011). Nel volume si descrivono cinque possibili modelli per regolamentare la distribuzione della droga.

Modello di prescrizione medica: rigidamente controllato, con un ruolo di prescrizione affidato a chi ha competenze mediche. È questo un modello costoso in quanto richiede una presenza territoriale diffusa di medici specializzati nel trattamento di assuntori di sostanze.
Modello di vendita in farmacia: è meno restrittivo del precedente in quanto affida a farmacisti selezionati, formati e appositamente autorizzati un ruolo centrale nella distribuzione e nella informazione di base.
Modello di vendita con licenza: la vendita sarebbe estesa ai luoghi dove viene distribuito alcool e tabacco con modalità analoghe di distribuzione.
Modello del locale pubblico con licenza: si userebbero solamente pub e bar appositamente autorizzati per la vendita e il consumo di droghe, con restrizioni legate all’età, alla condizione di intossicazione del consumatore e all’orario di apertura.
Modello di vendita senza licenza: vi sarebbe libera vendita delle sostanze meno tossiche al pari degli analgesici e dei farmaci da banco.

Ognuno di questi modelli viene spiegato con indicazioni e contro-indicazioni, costi sociali ed economici. Mai una caduta ideologica. Sempre uno sguardo alle condizioni reali di vita delle persone e dei mercati.

Con Non me la spacci giusta vogliamo anche noi scendere sul terreno concreto: faremo la guerra alla guerra alla droga usando fatti, storie, casi, dati.
Senza mai una caduta ideologica.