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La Cild si rivolge a Federica Mogherini rinnovando la richiesta di soluzioni che mettano al centro le vite umane.

All’Alto Rappresentante dell’Unione

per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Federica Mogherini

 

Dopo la strage verificatasi nel Canale di Sicilia, con la morte di oltre 800 migranti, come organizzazioni della società civile italiana, ci saremmo augurati la ripresa di un’operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo che, come fu per Mare Nostrum, potesse evitare queste stragi. Le migliaia di persone in arrivo sono uomini, donne e bambini in fuga da conflitti e regimi oppressivi è loro diritto ricevere, e nostro dovere garantire, protezione e accoglienza, anche in base ad accordi internazionali di cui l’Italia e l’Europa sono firmatarie.

Da tempo chiediamo:

– agli Stati Membri dell’Unione europea, alla Commissione europea e al Parlamento europeo, di stabilire regolari operazioni europee di ricerca e soccorso in mare delle imbarcazioni in difficoltà (SAR), anche oltre il limite delle 30 miglia marine;

– al Governo italiano di predisporre un piano strutturale e di accoglienza “diffusa” che garantisca, entro luglio 2015, la trasposizione delle Direttive europee 2013/32 e 2013/33 – denominate Direttive “accoglienza” e “procedure” – al fine di superare definitivamente la logica emergenziale. In particolare, il Governo deve facilitare la dismissione dei maxi centri profughi (CARA) e di un sistema di accoglienza straordinaria, formale e informale, scarsamente efficiente e incapace di garantire protezione, accoglienza, integrazione e – talvolta – caratterizzato da collusioni con la criminalità organizzata;

– al Parlamento italiano e alla sua nuova Commissione d’inchiesta parlamentare su CIE, CARA e centri per migranti (inclusi i CAS) di monitorare rigorosamente i sistemi di prima e seconda accoglienza.

Tuttavia la risposta del Summit Europeo tenutosi sul tema dell’immigrazione all’indomani dell’ennesima strage nel Mediterraneo è stata deludente e preoccupante.

L’unico risultato rischia di essere l’aumento dei morti in mare.

A tal proposito come organizzazioni della società civile italiana, con questa lettera, chiediamo a Lei, in quanto Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza – nonché incaricata del Consiglio straordinario dell’organizzazione di un’eventuale operazione Pesd – un incontro allo scopo di discutere su quattro punti per noi fondamentali:

  1. La priorità di salvare la vita delle persone e, a tale scopo, di dare vita a un’operazione di ricerca e soccorso europea;
  2. La Riforma del Regolamento di Dublino III per quanto riguarda il diritto d’asilo;
  3. La cancellazione di qualsiasi ipotesi di intervento armato contro i barconi;
  4. Di introdurre con urgenza via d’accesso legali al territorio europeo.