Uno sguardo all’interno dei laboratori nelle comunità

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Nell’ambito del progetto EQUAL sono stati avviati due percorsi di Community Empowerment, rivolti rispettivamente alla comunità rom e sinta e alla comunità migrante. 

I dieci incontri sono stati costruiti a partire dalle esperienze dirette delle persone partecipanti, garantendo uno spazio sicuro di parola, ascolto e trasformazione. I laboratori sono stati pensati per mettere in discussione le narrazioni dominanti, affrontare le fratture interne ed esterne alle comunità e sviluppare pratiche di autorappresentazione e advocacy collettiva, mettendo al centro riflessioni sull’intersezionalità delle oppressioni sistemiche quotidiane, attraverso attività di vario tipo, da cerchi di parola a role play. 

Privilegio e intersezionalità nella comunità migrante

Uno degli incontri dedicati alla comunità migrante ha avuto come focus l’intersezionalità, il privilegio, il senso di appartenenza e le nuove narrazioni. Per rompere il ghiaccio, l’incontro si è aperto con un’attività interattiva, il “Walk of Privilege”, che si è rivelato uno degli esercizi più intensi e significativi del percorso laboratoriale, dando una rappresentazione concreta della disuguaglianza sociale e della intersezionalità. Questa attività esperienziale consiste nel chiedere alle persone partecipanti di disporsi in piedi in linea orizzontale, fianco a fianco – un punto di partenza apparentemente uguale per tutti. Il facilitatore inizia quindi a leggere una serie di affermazioni: “Se i tuoi genitori hanno frequentato l’università, fai un passo avanti”; “Se ti senti al sicuro quando sono presenti le forze dell’ordine, fai un passo avanti”. Ognuno si muove di conseguenza, facendo un passo in avanti, o restando fermo. Col passare dei minuti, la linea iniziale si trasforma: chi gode di determinati privilegi si trova sempre più avanti, mentre chi presenta determinate condizioni legate al ceto sociale, alle origini o al genere rimane indietro. Il divario diventa visibile, tangibile, impossibile da ignorare. Quello che emerge con chiarezza è che il privilegio non funziona su un unico binario: la stessa persona può fare un passo avanti per il proprio livello di istruzione e uno indietro per le proprie origini, riflettendo la complessità delle oppressioni intersezionali. L’esercizio mette così in discussione il mito della meritocrazia, spostando lo sguardo dall’impegno individuale alle condizioni strutturali che influenzano in modo intersezionale le possibilità di ciascuno.

Ruoli di genere nella comunità rom e sinta

Anche in occasione del laboratorio per la comunità rom e sinta su “genere e corpo rom”, si è partiti dal gioco di ruolo, da esercizi esperienziali e da metodi di educazione non formale. Questi approcci hanno aiutato le persone partecipanti a esplorare in modo interattivo e coinvolgente il privilegio, il posizionamento sociale, lo sguardo e le diverse forme di oppressione. A partire da queste esperienze, è stata avviata una riflessione sui ruoli di genere all’interno della società italiana attraverso una lente intersezionale, in particolare in connessione con l’appartenenza alla comunità rom e sinta. Le discussioni si sono concentrate sui ruoli sociali imposti, gli stereotipi e la percezione degli uomini rom all’interno delle comunità. Allo stesso modo, i partecipanti hanno esaminato le aspettative riposte sulle donne rom, mettendo in luce come genere ed etnia si intrecciano nel determinare l’accesso alle opportunità, all’autonomia e alla giustizia. Un’attenzione particolare è stata dedicata alle esperienze delle persone rom LGBTQIA+, che spesso affrontano una marginalizzazione sia all’interno che all’esterno della propria comunità, ritrovandosi in posizioni complesse di conflitto ed esclusione.

Prossimi appuntamenti

Nelle prossime settimane, si concluderanno i due percorsi laboratoriali iniziati a febbraio. Tuttavia, il progetto EQUAL proseguirà con altre attività, a partire da tre focus group organizzati nel mese di maggio, che coinvolgeranno persone della comunità migrante, della comunità rom e sinta, e professioniste e professionisti legali. 

Il progetto EQUAL è cofinanziato dell’Unione Europea nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (CERV).