Le ragioni di Antigone e CILD contro il decreto sicurezza (n. 23 del 2026)
Contro l’emergenzialismo penale, contro le derive illiberali del nuovo pacchetto sicurezza
L’azione legislativa inaugurata con il recente decreto Sicurezza n. 23 del 24 febbraio 2026 si pone in continuità con un programma politico volto a ridefinire i confini dello Stato di Diritto e del controllo penale e sociale in Italia. A seguito di una evidente strumentalizzazione pubblica di isolati fatti di cronaca, ed esasperando episodi avvenuti a margine di manifestazioni democratiche, il nuovo decreto legge comprime, nel nome di una sicurezza aleatoria e di matrice illiberale, spazi di libertà, garanzie e diritti fondamentali.
Il decreto legge è l’ennesimo pacchetto sicurezza che colpisce categorie sociali identificate come nemici e riduce lo spazio civico a disposizione di tutti.
Il diritto penale liberale, costituzionalmente fondato, non ha nemici ma dovrebbe essere lo strumento giuridico attraverso cui minimizzare la violenza dei delitti e delle pene. Viceversa, questo decreto legge, evidentemente ispirato a logiche demagogico/consensuali, si ispira a modelli repressivi e panpenalistici che producono un evidente effetto criminogeno, opposto ai bisogni sociali reali.
L’intero impianto del decreto è dunque inaccettabile, in quanto in continuità con la precedente legge n.80 del 2025. Esso costituisce un ulteriore attacco alla libertà di protesta, una criminalizzazione di ampie fasce giovanili, un’inaccettabile equazione immigrazione-criminalità nonché un intorbidimento intollerabile della vita in carcere.
Ci auguriamo che nella discussione parlamentare prevalga il buon senso e che il provvedimento sia ritirato o comunque profondamente riformato.
I profili di illegittimità sono molteplici, dal punto di vista dell’irragionevolezza, della mancanza di proporzionalità, della violazione del principio di uguaglianza, dell’habeas corpus, della negazione di libertà costituzionalmente riconosciute, come quelle di associazione e riunione.
Per questo come Antigone e Cild abbiamo scritto alcune riflessioni critiche sugli articoli (i più gravi in ordine alle conseguenze che producono) del Decreto Legge n. 23 del 24 febbraio 2026 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine, dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell’interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale”, e le abbiamo sottoposte a senatori e deputati della Repubblica Italiana, per segnalare i rischi di una possibile conversione in legge di questo decreto.
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