La necessità di abbandonare l’approccio ideologico alle politiche sulle droghe

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Il Parlamento si prepara a discutere la cannabis legale

Si avvicina sempre più la discussione della proposta di legge presentata dall’Intergruppo Parlamentare per la Cannabis Legale (in programma per il 25 luglio).

Per un approfondimento su cosa prevede il testo legislativo di prossima discussione, vi consigliamo la lettura dell’articolo di Carola Frediani per La Stampa (contenente anche le dichiarazioni del coordinatore della nostra campagna Non Me La Spacci Giusta, Andrea Oleandri).

Rigettare un approccio ideologico alle politiche sulle droghe

Nonostante il sempre più prossimo dibattito sull’esigenza di una riforma radicale, il viceministro alla Giustizia Enrico Costa quando parla di cannabis e droghe evidentemente non riesce ancora ad andare oltre l’approccio ideologico, dichiarando infatti che “legalizzare la cannabis è una scelta contraddittoria”.

“Le politiche proibizioniste hanno portato negli ultimi 45 anni ad un aumento costante del numero di persone che utilizzano droghe, ad una loro grande diffusione in ogni parte nel mondo, all’emergere di nuove droghe sempre più potenti e pericolose. A testimoniarlo sono rapporti governativi e non governativi” dice Patrizio Gonnella, presidente di CILD e Antigone.
Incarcerare e criminalizzare le persone ha messo a repentaglio la salute dei consumatori senza permettere di risolvere le problematiche che l’utilizzo di droga crea, dipendenza, morti da overdose, trasmissione di HIV ed Epatiti, come anche il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto alla salute, nonché vari rapporti (sempre ONU) sottolineano.

L’esigenza di regolamentare il fenomeno

Legalizzare e depenalizzare non significa legittimare la tossicodipendenza, significa far emergere un comportamento già ampiamente presente per meglio contrastarlo e prevenirlo. Significa poter recuperare risorse per investirle nella riduzione del danno e nelle cure sanitarie. Significa poter prevenire maggiormente l’utilizzo di droghe da parte dei minorenni, cosa che ovviamente il mercato illegale non fa.
Significa anche togliere miliardi di euro ogni anno alla criminalità organizzata, ai cartelli della droga e al terrorismo: di recente è emerso che anche l’ISIS recupera risorse per la propria attività dal traffico internazionale di droga (secondo rivelazioni arrivate sia da leak svelati da Wikileaks, sia per le stesse dichiarazioni del direttore esecutivo dell’Ufficio dell’ONU contro la Droga e il Crimine (UNODC), Antonio Maria Costa.
Infine, conclude Gonnella, “significa liberare milioni di euro per le forze dell’ordine per contrastare maggiormente la stessa criminalità organizzata e il terrorismo internazionale”.

Non ce la spacciano giusta

Di questi temi si parla nella campagna “Non Me La Spacci Giusta”, creata da una rete di ONG che si occupano del tema da anni anche a livello internazionale.  Invitiamo il viceministro Costa a dare un’occhiata al nostro sito e ai nostri approfondimenti. Se si vuole parlare di droghe seriamente si deve uscire dall’approccio ideologico ed esaminare i dati, i rapporti e le evidenze scientifiche.