Presentato il rapporto “Chi fa la legge? Pubblica Amministrazione e diritto di asilo”

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[Contributo di Alessia Montuori di Senzaconfine]

Non fanno notizia, come i respingimenti in mare. Ma sono altrettanto illegittimi e odiosi: sono i “respingimenti” che avvengono quotidianamente, lontano dai riflettori, presso gli uffici della pubblica amministrazione, i tribunali, i CIE, a danno dei richiedenti asilo e dei cittadini stranieri in generale, ai quali spesso vengono negati diritti previsti dalla normativa in virtù di “prassi” consolidate che pongono ostacoli burocratici insormontabili al percorso di riconoscimento della protezione fin dal suo inizio.

Già, perché ad esempio la Questura di Roma chiede un domicilio per poter formalizzare la richiesta di asilo – in genere fornito da associazioni autorizzate – e questo porta a un ritardo nel deposito della domanda che mette a rischio il richiedente, che fino a quando non si procurerà questa carta sarà considerato in un eventuale controllo un “irregolare” da trattenere in un CIE. Oppure i ritardi ingiustificati nel rilascio e nel rinnovo dei permessi di soggiorno per protezione internazionale, le richieste di documentazione originale impossibile da ottenere presso altri uffici per procedere con il rilascio di permessi anche brevi, la carenza di motivazione dei provvedimenti adottati, che di fatto vanifica o ostacola il diritto a opporsi alle decisioni della Pubblica Amministrazione: in sintesi, una discrezionalità contro la quale è molto difficile, se non impossibile, opporsi in maniera efficace.

Ecco allora che nasce l’idea del rapporto: osservazione e monitoraggio sul campo delle prassi adottate, intervento per i singoli casi, dialogo con le istituzioni competenti per trovare una soluzione nei casi controversi, preparazione e istruzione di cause pilota atte a fare da “apripista” nei casi più palesi di contraddizione con la norma al fine di stabilire un precedente che costringa gli uffici a correggere tali prassi illegittime.

 

Dall’esperienza di circa 25 anni di sportello legale, Senzaconfine insieme a Laboratorio 53, con il supporto di ASGI e il sostegno di Open Society Foundations, ha creato il Centro Operativo per il Diritto di Asilo (C.O.D.A.), per intraprendere azioni di tutela a tutto campo e per coordinarsi al meglio con le altre realtà del territorio che si occupano di rifugiati, dando più forza al contrasto delle prassi illegittime.
Un progetto che sta consolidando buoni risultati, vista anche la grande partecipazione di numerose associazioni alla presentazione del rapporto, sia di quelle che già collaborano con il progetto, sia di altre, così come di operatori dei centri di accoglienza, che d’ora in avanti avranno un punto di riferimento nel C.O.D.A. per segnalare abusi e violazioni.

 

Il rapporto completo di raccomandazioni si può scaricare qui.