Il teatro dell’assenza – Desaparición e búsqueda in America Latina
Il teatro è, per sua natura, l’arte della presenza. Nasce dalla relazione di un’attrice o un attore con una spettatrice o uno spettatore. Ed è a partire da questo incontro che il teatro avviene.
Ma cosa succede quando l’oggetto della rappresentazione è l’assenza? Le sparizioni forzate hanno segnato la storia dell’America Latina: un meccanismo di terrore portato avanti da dittature, forze statali corrotte e gruppi criminali. Il crimine contro l’umanità di desaparición forzada è stato definito un delitto permanente, perché produce un’assenza fisica – quella dei corpi dei desaparecidos – e una immateriale, che distrugge le vite di chi resta. Ma costringe anche alla búsqueda, la ricerca, di resti e tracce, spesso introvabili.
«Il teatro dell’assenza – Desaparición e búsqueda in America Latina» è un podcast nato per raccontare storie di artiste e artisti che hanno usato il teatro per denunciare il dolore e le conseguenze delle sparizioni forzate e per esplorare i contesti politici e culturali dei loro Paesi.
Sono stati realizzati tre episodi: il primo sull’Argentina e sull’attrice, regista e pedagoga Ana Woolf, il secondo sulla Colombia e sugli artisti militanti Patricia Ariza e Carlos Satizàbal, il terzo sul Messico e sulla regista Julieta Casavantes.
All’interno degli episodi, inoltre, si intrecciano alle voci delle artiste quelle di esperte ed esperti in materia di storia, cultura e vita politica e sociale di questi paesi: Angela Di Matteo (Università di Roma Tre); Francesca Casafina (Università di Firenze); Folco Zaffalon (ricercatore, è stato consulente della Commissione per la Verità); Federico Mastrogiovanni (giornalista indipendente, esperto migrazione, violazione dei diritti umani, violenza e politica internazionale del Messico).
Il podcast è stato realizzato grazie al contributo di «Búsqueda – I diritti umani non hanno confini», progetto vincitore del “Bando di Ateneo 2025 per il finanziamento per attività di valorizzazione della conoscenza” dell’Università Roma Tre.
La cura editoriale è di Edoardo Camilletti, Marta Celli e Marisa Fortebraccio
Musiche originali di Jose Eduardo Rodrigues
L’elaborazione grafica è di Lorenzo Cortese
La supervisione è di Federica Delogu



