Informazione bene comune: proposte CILD un’indipendenza RAI più forte

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La qualità di una democrazia dipende anche dalla qualità del suo spazio informativo. La possibilità di accedere a informazioni libere, affidabili, pluraliste e indipendenti è infatti una condizione essenziale per partecipare consapevolmente alla vita pubblica, esercitare i propri diritti e controllare l’operato delle istituzioni.
Da questa prospettiva che CILD ha sviluppato, nell’ambito del progetto STRIVE-2026, un percorso di ricerca e advocacy dedicato alla libertà e al pluralismo dei media in Italia e, in particolare, al ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo.
STRIVE-2026 è sostenuto attraverso un programma di regranting della Civil Liberties Union for Europe (Liberties), con il supporto dell’Unione europea. Il progetto si inserisce nel lavoro che CILD sta portando avanti sul tema della libertà dei media e libertà di espressione e segna anche la nascita della campagna Informazione bene comune, con l’obiettivo di affrontare la libertà dei media non soltanto come una questione che riguarda giornalisti, editori e operatori del settore, ma come uno degli elementi fondamentali della qualità democratica del Paese. Il risultato di questo lavoro è un pacchetto di tre materiali, pensati con funzioni diverse ma complementari: un Legal and Policy Report, un Advocacy Brief e una Roadmap per la riforma della RAI.

L’informazione come infrastruttura democratica

Il punto di partenza del Legal and Policy Report, “Informazione bene comune: perché la libertà dei media riguarda la democrazia, è un cambio di prospettiva.
Le trasformazioni degli ultimi decenni, dalla concentrazione della proprietà alla crisi economica del giornalismo, dalla crescente centralità delle piattaforme digitali alle minacce fisiche e legali contro i giornalisti, mostrano come oggi non sia sufficiente pensare alla libertà dei media soltanto come assenza di censura o di interferenze dirette dello Stato.
L’informazione deve essere considerata un bene comune e l’insieme di soggetti, istituzioni, regole e tecnologie che ne consentono produzione, distribuzione e accesso come una vera e propria infrastruttura democratica.
In questo quadro, l’European Media Freedom Act (EMFA) rappresenta un passaggio particolarmente importante. Per la prima volta l’Unione europea ha introdotto un quadro organico che interviene su vari aspetti dell’ambito mediale e informativo.
Per CILD l’attuazione del regolamento può rappresentare un’occasione che l’Italia dovrebbe utilizzare non soltanto per adeguare formalmente la propria legislazione, ma per affrontare alcune delle fragilità strutturali del proprio ecosistema informativo.

Reclaiming RAI: ripensare il servizio pubblico

Uno dei principali banchi di prova è rappresentato dalla RAI.
Per dimensioni, diffusione territoriale, capacità produttiva e presenza sulle diverse piattaforme, il servizio pubblico continua a essere uno degli attori più importanti dello spazio informativo italiano. Proprio per questo la sua indipendenza non riguarda soltanto l’organizzazione interna dell’azienda, ma la qualità dell’intero ecosistema democratico dell’informazione.
A questo tema è dedicato l’Advocacy Brief “Reclaiming RAI: indipendenza del servizio pubblico come infrastruttura democratica”.
L’articolo 5 dell’EMFA introduce standard europei sull’indipendenza editoriale e funzionale dei media di servizio pubblico e richiede garanzie concrete sulle procedure di nomina e revoca dei vertici, sulla durata dei mandati, sul finanziamento e sui meccanismi di monitoraggio.
L’attuale sistema italiano presenta ancora importanti criticità rispetto a questi standard. La questione non dovrebbe essere semplicemente chi nomina la RAI, ma quali regole siano capaci di proteggerne l’indipendenza indipendentemente dalla maggioranza politica del momento.

Una roadmap per la riforma

Accanto all’analisi, CILD propone alcune indicazioni operative.
La Roadmap “Reclaiming RAI” individua un pacchetto minimo di condizioni attraverso cui valutare una riforma realmente coerente con l’EMFA: procedure pubbliche e criteri definiti in anticipo per le nomine; maggioranze qualificate che impediscano alla sola coalizione di governo di controllare il CdA; mandati sufficientemente lunghi e non coincidenti con il ciclo politico; un finanziamento pluriennale, adeguato e prevedibile; un sistema indipendente di monitoraggio dell’attuazione dell’articolo 5 dell’EMFA.
La roadmap propone inoltre un percorso che, dalla gap analysis della normativa italiana, passi attraverso l’elaborazione degli interventi legislativi, il confronto istituzionale e con le istituzioni europee, fino alla successiva verifica dell’effettiva attuazione delle nuove garanzie.
L’obiettivo è arrivare a un modello che protegga l’indipendenza del servizio pubblico per disegno istituzionale e non per equilibrio politico contingente.

I prossimi passi

Nelle prossime settimane CILD lancerà una campagna pubblica sul tema della riforma della RAI, organizzerà una serie di incontri con decisori politici e un workshop aperto a stakeholder attivi sul tema per discutere insieme delle prospettive di media e informazione in Italia.

 

Scarica i documenti: