Italia tra i paesi “demolitori” dello stato di diritto- online il RoLR2026
Italia tra i paesi “demolitori” dello stato di diritto: l’allarme del Rapporto Liberties 2026
L’Italia è classificata tra i paesi “demolitori”, con un indebolimento sistematico e intenzionale dello stato di diritto.
- Si registrano pressioni crescenti sull’equilibrio tra poteri e criticità persistenti nel sistema giudiziario, in un contesto politico sempre più polarizzato.
- Progressi limitati su corruzione e trasparenza, crescenti interferenze sui media e una compressione dello spazio civico delineano un quadro di regressione dei diritti e delle garanzie democratiche.
Giunto alla sua settima edizione dal 2020, il rapporto coordinato dalla Civil Liberties Union for Europe (Liberties) rappresenta la valutazione indipendente più approfondita mai realizzata sullo stato delle libertà civili nell’UE. Basandosi sulle evidenze raccolte da una rete di 40 organizzazioni per i diritti umani in 22 paesi dell’UE, il rapporto di oltre 800 pagine mette in luce una grave e deliberata erosione dello stato di diritto in cinque paesi – Bulgaria, Croazia, Ungheria, Italia e Slovacchia – e dimostra che anche democrazie storicamente solide, tra cui Belgio, Danimarca, Francia, Germania e Svezia, stanno registrando una regressione.
Esaminando le violazioni più significative in materia di giustizia, corruzione, libertà di stampa e bilanciamento dei poteri nell’Unione Europea nel corso del 2025, il Rapporto sullo Stato di Diritto 2026 di Liberties ha rilevato che la stagnazione è la tendenza dominante, con progressi molto limitati da parte degli Stati membri. Il rapporto conclude che i meccanismi dell’UE per affrontare il declino dello stato di diritto sono in larga misura inefficaci: nonostante quattro anni di raccomandazioni da parte della Commissione europea, la maggior parte degli Stati membri non ha saputo tradurre le indicazioni ricevute in azioni concrete.
“Quando il Rapporto sullo Stato di Diritto della Commissione europea fu introdotto nel 2020, era concepito come uno strumento preventivo, volto a stimolare azioni concrete prima che i problemi si radicassero. A sette anni di distanza, le nostre conclusioni evidenziano non solo un arretramento, ma anche sforzi deliberati e continuativi per minare lo stato di diritto. Ripetere raccomandazioni senza un seguito concreto non invertirà questa tendenza”, ha dichiarato Ilina Neshikj, Direttrice Esecutiva della Civil Liberties Union for Europe.
Il rapporto di Liberties ha rilevato che nel 2025 il 93% di tutte le raccomandazioni della Commissione era già stato formulato negli anni precedenti, spesso senza alcuna modifica nel testo, mentre il numero di nuove raccomandazioni si è dimezzato rispetto al 2024. Delle 100 raccomandazioni valutate da Liberties, 61 non mostrano alcun progresso e altre 13 registrano un peggioramento.
Qui il Report: Rapporto 2026 sullo Stato di Diritto di Liberties
Rispetto all’Italia, il capitolo italiano è stato curato da CILD (Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili), coordinando il lavoro degli altri partner: Antigone, StraLi e Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.
Stato di diritto e istituzioni
- L’Italia è classificata tra i paesi “demolitori”, con un indebolimento sistematico e intenzionale dello Stato di diritto.
- Si registrano pressioni crescenti sull’equilibrio tra poteri, in particolare tentativi di maggiore controllo politico su istituzioni e contrappesi democratici.
Giustizia
- Persistono criticità strutturali nel sistema giudiziario, con riforme controverse e tensioni tra politica e magistratura.
- Il clima politico sempre più polarizzato rischia di minare la fiducia pubblica nell’indipendenza della giustizia.
Corruzione e trasparenza
- Progressi limitati: restano irrisolte questioni chiave come regolazione del lobbying e contrasto alla corruzione nei vertici.
- Le raccomandazioni europee vengono spesso ignorate, segno di debole implementazione delle riforme.
Libertà dei media
- Crescono le preoccupazioni per interferenze politiche nei media pubblici e pressioni sull’informazione.
- Si registra un contesto più difficile per i giornalisti, con rischi per pluralismo e indipendenza editoriale.
Spazio civico e diritti
- Misure come il “decreto sicurezza” e restrizioni alle proteste indicano una compressione dello spazio civico.
- Si osserva una tendenza più ampia a limitare libertà di espressione e diritti fondamentali, anche in linea con altri report internazionali.
“Il Rapporto conferma un quadro estremamente preoccupante per lo Stato di diritto in Italia. Non si tratta di criticità isolate, ma di una tendenza strutturale che incide su equilibri democratici fondamentali, dall’indipendenza della magistratura alla libertà dei media, fino allo spazio civico. Ignorare reiteratamente le raccomandazioni della Commissione UE non è più accettabile. Il governo deve assumersi la responsabilità di questa deriva e invertire immediatamente la rotta, prima che il deterioramento diventi irreversibile, e comprometta la tenuta democratica del Paese”, dichiara Laura Liberto, Presidente CILD
Il report 2026 sull’Italia è scaricabile gratuitamente a questo link: https://www.liberties.eu/f/k1z8tk
Per consultare le versioni precedenti del report sull’Italia: 2025, 2024, 2023, 2022, 2021.



