2025: un anno di impegno civile, resistenza e costruzione collettiva

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Mentre salutiamo il 2025, guardiamo a questo anno con gratitudine, consapevolezza e con il senso profondo del lavoro collettivo che ci ha visto impegnati, ogni giorno, nella difesa delle libertà e dei diritti civili.

Le sfide che abbiamo affrontato
Il 2025 ha confermato quanto lo spazio civico, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali siano sotto pressione. In Italia, come evidenziato anche dal Rule of Law Report 2025, persistono criticità strutturali che riguardano l’indipendenza della giustizia, l’equilibrio tra i poteri e la tutela effettiva dei diritti. In questo contesto, CILD ha continuato a esercitare un ruolo di monitoraggio, denuncia e proposta, senza arretrare.

Advocacy e pressione pubblica
Abbiamo proseguito il nostro lavoro di advocacy su alcuni dei nodi più critici del dibattito pubblico, a partire dalle politiche migratorie e dal sistema dei CPR, ribadendo la necessità di superare un modello fondato sulla detenzione amministrativa e sull’opacità, incompatibile con i diritti fondamentali.

Rafforzare le voci della società civile
Nel 2025 abbiamo investito con decisione nel rafforzamento delle competenze della società civile. Con la Media Academy, abbiamo sostenuto attiviste e attivisti impegnati nella campagna per il referendum sulla cittadinanza, lavorando insieme a esperti ed esperte di comunicazione per aumentare l’impatto dei messaggi, la capacità di incidere nel dibattito pubblico e l’efficacia delle mobilitazioni. Perché i diritti vivono anche nello spazio mediatico.

Formazione, strumenti e conoscenza condivisa
Abbiamo continuato a promuovere percorsi di formazione e produzione di strumenti concreti, convinti che i diritti si difendano rendendoli comprensibili, accessibili e praticabili, tanto nelle aule quanto nei contesti sociali e comunicativi.

Progetti europei: diritti, giustizia e spazio civico
Il 2025 è stato anche un anno di intenso lavoro a livello europeo, attraverso progetti che rafforzano la tutela dei diritti e la capacità di azione della società civile:

  • STRIVE, per affrontare il legame tra Stato di diritto e giustizia climatica, rafforzando il ruolo delle organizzazioni civiche nelle sfide ambientali;

  • SCUDI, dedicato alla tutela dei diritti fondamentali e al contrasto alle violazioni sistemiche, con un focus sulla protezione delle persone più vulnerabili;

  • ACCESS, per rafforzare la comunicazione strategica della società civile su temi chiave come spazio civico, cittadinanza e diritti, ampliando l’impatto del lavoro di advocacy;

  • DignityFIRM, focalizzato sulla tutela dei lavoratori e delle lavoratrici migranti irregolari nella filiera agroalimentare, per contrastare sfruttamento, marginalizzazione e violazioni della dignità;

  • LITIS, per sostenere il contenzioso strategico come strumento di difesa dei diritti delle persone con disabilità e di cambiamento sistemico;

  • CEPOV, dedicato al rafforzamento dei diritti e della protezione delle vittime di reato, attraverso formazione, cooperazione europea e approcci multidisciplinari.

Progetti diversi, ma uniti da una stessa convinzione: i diritti non sono concessioni, sono obblighi.

Una rete che fa la differenza
Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza la forza della nostra rete: le organizzazioni socie di CILD, le associazioni partner, le attiviste e gli attivisti, le professioniste e i professionisti che ogni giorno scelgono di difendere diritti e libertà anche quando farlo è complesso.

Il 2025 ci lascia una certezza: il lavoro per i diritti civili non è mai neutro né semplice, ma è necessario.
Continueremo nel 2026 con la stessa determinazione, perché una democrazia senza diritti non è una democrazia.