#DirittiSenzaConfine: sabato 24 saremo al Milano Pride!

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La scorsa domenica si è concluso il trentunesimo Festival Mix del cinema Gaylesbico e Queer culture, che per quattro giorni ha visto migliaia di persone entrare al Piccolo Teatro Strehler di Milano e condividere lo slogan “More&More Love”.

Un appuntamento che va avanti da decenni, ogni anno coinvolgendo la comunità LGBTQ milanese e non solo; un momento di riflessione su tematiche attuali, ma anche di divertimento per chi si vuole concedere una pausa dalla frenesia della città.
Un evento che si inserisce nella varietà di iniziative che costellano la “Pride Week”: dal 17 al 24 giugno, infatti, la città si immerge in una settimana arcobaleno, che culminerà con la parata finale da piazza Duca d’Aosta a Porta Venezia, il quartiere più gay-friendly della metropoli lombarda.

Nel 2017 il fil rouge che ha guidato i vari film presentati al Festival è stata l’adolescenza: «noi adulti dobbiamo stare al fianco dei ragazzi specialmente in questa età, per evitare che subiscano traumi che si possono protrarre in futuro» dice Rafael, uno degli instancabili organizzatori, durante la serata finale di premiazione.
Quattro pellicole sono state premiate per ogni categoria: la Giuria ha scelto “Heartstone” per i lungometraggi, “Moonlight” per i corti, “Brothers of the Night” per i documentari, mentre “Center of my world” ha conquistato il premio del pubblico.

Tra le menzioni speciali da parte della Giuria, una in particolare intreccia due temi a noi cari, ovvero rifugiati e diritti LGBT: stiamo parlando di “Mukwano”, cortometraggio danese diretto da Cecilie McNair, il quale in venti minuti condensa una storia che ha toccato il cuore non solo dei giudici, ma anche degli spettatori.

Mukwano Teaser from Sine Vadstrup Brooker on Vimeo.

Mary Kabufufu è la protagonista: ugandese, treccine – a volte colorate – che mostrano i capelli rasati da un lato, sguardo timido rivolto verso il basso e voce tremante. Accompagnata dall’operatrice che si occupa di lei, si presenta presso l’Ufficio Rifugiati, da qualche parte in Danimarca, per chiedere asilo. La sua motivazione? Il ricongiungimento con la fidanzata che non vede da due anni. Entrambe avevano infatti deciso di fuggire da Kampala perché la comunità non accettava il loro amore: qualcuno era addirittura entrato in casa e aveva scritto “diavoli” sulle mura dell’appartamento. Non è bastato contattare la polizia; al contrario, le ragazze vengono portate in prigione: lì, Mary è inserita nel reparto maschile – con la porta della sua cella aperta.
Mary e la fidanzata riescono però a scappare, ma i loro voli per l’Europa hanno date diverse, perciò le due si perdono.
Durante il colloquio per valutare la sua richiesta d’asilo, una componente della Commissione incalza in domande irritanti, scomode, che lasciano intravedere una certa diffidenza costante – forse a simboleggiare il più ampio atteggiamento ostile che caratterizza troppo spesso le società che dovrebbero accogliere.
Il finale inaspettato, però, stravolge la storia, accendendo una luce di speranza negli occhi di Mary e nel cuore di chi guarda.

E proprio #DirittiSenzaConfine è lo slogan del Milano Pride, che si svolgerà sabato prossimo, chiudendo una settimana ricca di eventi.

Sabato ci saremo anche noi, proprio all’inizio del corteo, con uno striscione che dice “Refugees Welcome”. Perché «i diritti appartengono alle persone, mentre i confini generano discriminazione».

Vi aspettiamo!